Carfora Confimi: shock energia 2026, 100mila imprese campane a rischio

17.03.2026

🔷 Carfora (Confimi Industria Campania): shock energetico 2026, fino a 100mila imprese a rischio

👉 Categoria: Economia e Imprese
👉 Tag: Energia, Crisi energetica, PMI, Imprese Campania, Caro carburanti, Inflazione, Costo energia, Shock energetico, Logistica, Costo della vita

🔷 Nota editoriale

Il presente comunicato è stato pubblicato originariamente su questo portale ed è successivamente ripreso da numerose testate giornalistiche nazionali e locali.

Il testo che segue rappresenta la versione integrale e originale del comunicato stampa.


COMUNICATO STAMPA

Luigi Carfora (Presidente Confimi Industria Campania):

"Dallo shock energetico del 28 febbraio il peggio deve ancora arrivare: imprese campane già in crisi di liquidità, fino a 100 mila aziende a rischio e oltre 120 mila posti di lavoro esposti"

"Se non si interviene subito, il conto sarà devastante per famiglie, imprese e lavoratori. Non possiamo permetterci di ripetere l'errore del 2022"



Napoli, 17 marzo 2026

L'attacco militare del 28 febbraio 2026 condotto da Stati Uniti e Israele contro l'Iran ha aperto una nuova fase di instabilità internazionale, con effetti immediati sui mercati energetici globali.

Nel giro di pochi giorni si è generato uno shock energetico di forte intensità, che ha riportato i prezzi di petrolio, gas naturale ed energia elettrica su livelli di forte criticità.

I dati ufficiali dei mercati parlano con estrema chiarezza:

  • il petrolio Brent è passato da circa 74 dollari al barile a fine febbraio a oltre 104 dollari al barile al 16 marzo 2026, con un incremento del +40%;
  • il gas naturale europeo (TTF) è passato da circa 31 €/MWh a oltre 50 €/MWh, con un aumento superiore al +60%;
  • il prezzo dell'energia elettrica in Italia (PUN) è salito da circa 118 €/MWh a valori compresi tra 150 e 165 €/MWh, con un incremento tra +27% e +40%.

Numeri che descrivono un aumento rapidissimo e violento, che sta già incidendo sul costo della vita e sulla struttura dei costi delle imprese.

Il primo impatto si vede sui cittadini. Il più grave è quello che deve ancora arrivare

Oggi famiglie e cittadini stanno già subendo i primi effetti:

  • aumento delle bollette
  • aumento del gas
  • aumento dei carburanti.

Ma questo è solo il primo livello della crisi.

Il secondo, quello più pesante, si sta sviluppando in queste ore dentro il sistema produttivo.

Nel funzionamento reale dell'economia, infatti, gli aumenti dei costi energetici non si trasferiscono immediatamente sui prezzi finali.

E questo per ragioni precise:

  • i contratti di fornitura sono già stati firmati nei mesi precedenti;
  • i listini commerciali non possono essere aggiornati in tempo reale;
  • la grande distribuzione mantiene rigidità nei prezzi nel breve periodo;
  • la concorrenza tra imprese impedisce di scaricare subito i costi sui clienti.

Il risultato è che oggi le imprese stanno finanziando la crisi energetica con la propria liquidità.

La Campania: un sistema produttivo vasto e fragile

Secondo i dati ufficiali Unioncamere – Infocamere:

  • imprese registrate in Campania: circa 595.000
  • imprese attive: oltre 500.000

Distribuzione per settori:

  • commercio: circa 165.000 imprese
  • costruzioni: circa 75.000 imprese
  • manifattura: circa 40.000 imprese
  • turismo e ristorazione: oltre 60.000 imprese
  • trasporto e logistica: circa 18.000 imprese

Oltre il 95% del tessuto produttivo è composto da micro e piccole imprese (fonte ISTAT).

Un sistema vasto, ma estremamente esposto agli shock dei costi energetici.

Energia e carburanti: l'impatto reale sui costi aziendali

I dati ISTAT e le analisi strutturali dei costi mostrano che:

  • nelle imprese manifatturiere l'energia incide tra 10% e 20% dei costi
  • nei settori energivori può superare il 30%
  • nel trasporto merci il carburante incide per circa 35% dei costi operativi

Con gli aumenti attuali:

👉 l'impatto sui costi aziendali è stimabile tra
+5% e +7% del fatturato

La realtà: molte imprese stanno già lavorando in perdita

Simulazione su una PMI campana:

  • fatturato: 2 milioni €

Effetti:

  • energia +35% → +4,2% fatturato
  • trasporti +30% → +2,4% fatturato

👉 aumento totale costi:
+6,6% del fatturato

Margini medi PMI (fonte Banca d'Italia):

👉 3% – 6%

Risultato:

migliaia di imprese sono già oggi in perdita operativa

Crisi di liquidità: il problema più urgente

Le imprese:

  • pagano subito energia e carburanti
  • incassano dopo 60, 90, fino a 120 giorni

👉 questo genera una crisi di cassa immediata

I numeri della crisi in Campania

Distribuzione margini PMI:

  • margine <3% → 25% imprese
  • margine 3-6% → 35% imprese

Con aumento costi del 5-7%:

👉 imprese già in difficoltà:

15% – 20% del totale

👉 su 500.000 imprese:

75.000 – 100.000 imprese già oggi in crisi finanziaria

Cosa accadrà nei prossimi mesi

Se i prezzi energetici restano su questi livelli:

👉 imprese a rischio chiusura:

40.000 – 60.000

👉 posti di lavoro a rischio:

120.000 – 150.000 lavoratori

(dati ISTAT occupati Campania: circa 1,7 milioni)

Il conto per le famiglie deve ancora arrivare

Quando le imprese non riusciranno più ad assorbire i costi:

👉 gli aumenti si trasferiranno sui prezzi

Dati ISTAT:

  • energia + trasporti incidono 10% – 15% sul prezzo dei beni alimentari

👉 aumento previsto:

+4% / +8% sul carrello della spesa

Il precedente che non possiamo ignorare

Nel 2022, con la guerra in Ucraina:

  • il gas TTF superò i 300 €/MWh
  • le bollette aumentarono fino a 5-10 volte

Oggi il sistema produttivo affronta una nuova crisi già indebolito da quella precedente.

Il punto politico: serve agire subito

Di fronte a un aumento:

  • +40% petrolio
  • +60% gas
  • +30% energia

non si può pensare di attendere.

Il rischio è che mentre il dibattito pubblico si concentra su altre dinamiche, la crisi economica reale si stia già aggravando dentro le imprese.

Il rischio oggi: sottovalutare la crisi

Di fronte a dati così evidenti, preoccupa il rischio che l'attenzione pubblica venga spostata su dinamiche politiche e dibattiti che non incidono sulle emergenze economiche immediate.

Il sistema produttivo, invece, ha bisogno di risposte rapide, concrete e proporzionate alla gravità della situazione.

Dichiarazioni

"Quello che sta accadendo è estremamente chiaro: il sistema produttivo campano sta già assorbendo uno shock energetico violento, e lo sta facendo da solo, senza strumenti adeguati di compensazione", dichiara Luigi Carfora, Presidente Confimi Industria Campania.

"Oggi si vedono gli aumenti delle bollette e dei carburanti. Ma il vero problema è quello che non si vede ancora: imprese che stanno lavorando in perdita, liquidità che si sta esaurendo, margini azzerati. Questo è il punto più pericoloso della crisi."

"I numeri sono inequivocabili: tra 75 mila e 100 mila imprese campane sono già in difficoltà finanziaria. Se non si interviene subito, il rischio concreto è la chiusura di 40 mila – 60 mila aziende e la perdita di oltre 120 mila posti di lavoro."

"Abbiamo già vissuto tutto questo nel 2022. Abbiamo visto bollette moltiplicate fino a dieci volte, imprese costrette a fermarsi, attività che non hanno più riaperto. Oggi siamo davanti a un nuovo shock, con un sistema produttivo ancora più fragile."

"Il punto non è solo economico. È sociale. Se si rompe il sistema delle imprese, si rompe il lavoro, si rompe il reddito delle famiglie, aumenta la povertà."

"Non possiamo permetterci tempi lunghi, né possiamo permetterci di sottovalutare quello che sta accadendo. Serve un intervento immediato, concreto, proporzionato alla gravità della situazione."

"Perché questa volta il conto rischia di essere ancora più pesante. E di arrivare tutto insieme."

"Serve un intervento immediato. Non tra mesi. Adesso."


Rassegna stampa – riprese giornalistiche

Di seguito l'elenco delle testate giornalistiche che hanno ripreso e rilanciato il comunicato pubblicato originariamente su questo blog, contribuendo ad ampliare il dibattito pubblico sui temi affrontati.

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