DL Energia 2026: Agnelli e Carfora contro una risposta parziale a una crisi strutturale
Senza una riforma profonda del sistema energetico, la competitività industriale resta a rischio
Il Presidente nazionale di Confimi Industria, Paolo Agnelli, ha definito il Decreto Bollette 2026:
"L'ennesimo intervento parziale, emergenziale, privo di una visione industriale di medio-lungo periodo. Si evitano i nodi strutturali e si continua a gestire l'urgenza senza affrontare l'emergenza."
Confimi Industria sostiene con chiarezza questa posizione.
Il problema non è il singolo decreto, ma l'assenza di una riforma strutturale del sistema energetico italiano: meccanismi di formazione del prezzo, oneri impropri, squilibri di mercato e rendite che continuano a pesare su chi produce valore reale.
Le imprese italiane pagano l'energia molto più dei competitor europei.
Questo significa minore competitività, margini compressi, investimenti rinviati.
Per la Campania il problema è ancora più grave
Se il tema è nazionale, per la Campania diventa una questione strategica.
Il nostro territorio già sconta:
fragilità infrastrutturali
difficoltà di accesso al credito
perdita progressiva di insediamenti industriali
desertificazione produttiva e spopolamento economico
In questo contesto, un costo energetico strutturalmente più alto non rappresenta solo un aggravio di bilancio: è un acceleratore di declino industriale.
Luigi Carfora: "Qui si gioca la sopravvivenza produttiva"
Il Presidente di Confimi Industria Campania, Luigi Carfora, afferma:
"Se a livello nazionale si denuncia una risposta parziale, in Campania il rischio è ancora più concreto. Senza certezza sui costi primari della produzione non esiste programmazione industriale. Ogni ritardo nelle riforme penalizza ulteriormente un territorio che sta già combattendo contro la desertificazione industriale."
Non si tratta di chiedere assistenza.
Si tratta di garantire condizioni competitive normali.
L'energia non è una voce tecnica di bilancio: è una leva di politica industriale.
La vera scelta politica
O si mette anche l'energia al centro della strategia industriale italiana,
oppure si accetta un progressivo arretramento produttivo, soprattutto nel Mezzogiorno.
Per la Campania non è una questione teorica.
È una questione di sopravvivenza economica.


