Export italiano e industria della difesa: l’analisi di Luigi Carfora sui dati esclusi dalle statistiche ufficiali
Export italiano: i numeri che non vediamo
Ogni anno leggiamo titoli che celebrano l'andamento dell'export italiano: +3,3%, oltre 640 miliardi di euro, saldo commerciale positivo.
Sono dati ufficiali, elaborati sulla base delle statistiche del commercio estero.
Tutto corretto.
Ma la rappresentazione non è completa.
Esiste infatti un comparto strategico della nostra economia che segue un canale normativo e statistico distinto rispetto alle tradizionali rilevazioni sul commercio estero.
L'industria della difesa e dei materiali di armamento
Le esportazioni di materiali d'armamento sono disciplinate dalla Legge 9 luglio 1990, n. 185, che regola il controllo dell'esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento, nel rispetto dell'articolo 11 della Costituzione e degli obblighi internazionali dell'Italia.
Le autorizzazioni sono rilasciate dall'UAMA (Unità per le Autorizzazioni dei Materiali di Armamento), istituita presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Ai sensi dell'art. 5 della Legge 185/1990, il Governo è tenuto a trasmettere annualmente al Parlamento una Relazione dettagliata sulle operazioni autorizzate e svolte, comprensiva dei valori economici, delle tipologie di materiali e dei Paesi destinatari.
Si tratta di un canale informativo distinto rispetto alle statistiche aggregate del commercio estero.
Questo comporta che:
-
non esiste, nelle sintesi statistiche diffuse al grande pubblico, una voce autonoma denominata "export militare";
-
i materiali soggetti alla Legge 185/1990 seguono una classificazione specifica e un regime autorizzativo separato;
-
nelle statistiche merceologiche generali del commercio estero, le esportazioni possono essere ricondotte a categorie ampie (es. aeromobili, mezzi di trasporto, componentistica elettronica, sistemi tecnologici), senza che emerga automaticamente la destinazione militare del bene.
Non si tratta di una lacuna normativa.
Si tratta di un regime speciale fondato su esigenze di sicurezza, controllo politico e trasparenza parlamentare.
Un settore rilevante per l'economia nazionale
L'Italia dispone di una filiera industriale avanzata nei settori:
-
aerospazio
-
elettronica per la difesa
-
cantieristica navale militare
-
sistemi di comando e controllo
-
sensoristica e ottica avanzata
-
meccanica di precisione e propulsione
Queste attività sono distribuite su più poli territoriali:
Lombardia – elettronica, radar, avionica
Piemonte – aerostrutture, elicotteristica, spazio
Lazio – satelliti, sistemi di comando e controllo
Liguria – cantieristica militare e sistemi navali
Toscana – ottica e sensoristica
Emilia-Romagna – meccanica avanzata e propulsione
Puglia – aerostrutture e componentistica
Campania – uno dei principali poli aerospaziali europei per produzione, integrazione e ricerca
Si tratta di un comparto ad alta intensità tecnologica e di ricerca, pienamente integrato nelle catene industriali internazionali.
La questione metodologica
Quando si commentano i dati sull'export italiano, è necessario chiarire il perimetro statistico di riferimento.
Esistono:
-
Le statistiche generali del commercio estero, elaborate secondo classificazioni merceologiche internazionali.
-
Il sistema autorizzativo e informativo specifico previsto dalla Legge 185/1990, con Relazione annuale al Parlamento.
I due canali non coincidono perfettamente sotto il profilo della rappresentazione pubblica.
La questione, dunque, non è polemica ma analitica:
Possiamo discutere in modo pienamente consapevole dell'export italiano senza integrare anche i dati provenienti dal comparto della difesa, che seguono un regime informativo distinto e formalmente separato?
In un contesto internazionale segnato da conflitti e tensioni geopolitiche, la qualità del dibattito economico dipende dalla corretta lettura delle fonti, delle classificazioni e dei perimetri normativi.
La trasparenza non è semplificazione.
È rigore nell'analisi.
Luigi Carfora
Testo originale di Luigi Carfora.
È consentita la condivisione integrale citando sempre autore e fonte.
È vietata la riproduzione parziale, l'alterazione o l'utilizzo senza esplicito riferimento all'autore.


