Luigi Carfora: Festa della Repubblica 2026, siamo ancora un popolo sovrano?
Il 2 giugno 1946 gli italiani non scelsero semplicemente tra Monarchia e Repubblica.
Scelsero qualcosa di molto più profondo.
Scelsero di sottrarre il potere a una ristretta élite per affidarlo, almeno in linea di principio, al popolo.
La Repubblica nasce infatti da un presupposto preciso: i cittadini non sono sudditi. Sono sovrani.
Ottant'anni dopo è legittimo domandarsi se questo principio sia ancora pienamente attuale.
Formalmente viviamo in una democrazia.
Sostanzialmente assistiamo alla crescita di strutture di potere sempre più sofisticate, sempre meno visibili e sempre meno sottoposte al controllo democratico.
Non governano attraverso decreti o imposizioni manifeste.
Governano attraverso dati, informazioni, algoritmi, procedure, classificazioni, indicatori, valutazioni e sistemi di controllo.
Il cittadino contemporaneo lascia ogni giorno una traccia digitale.
Le sue abitudini vengono registrate.
I suoi spostamenti vengono ricostruiti.
Le sue operazioni economiche vengono monitorate.
La sua affidabilità fiscale viene valutata.
La sua affidabilità finanziaria viene classificata.
Le sue preferenze vengono profilate.
I suoi comportamenti vengono previsti.
Le sue opinioni vengono orientate.
Tutto questo viene giustificato in nome della sicurezza, dell'efficienza, della prevenzione, della trasparenza o della lotta all'illegalità.
Finalità spesso legittime.
La questione però è un'altra.
Chi controlla coloro che controllano?
Chi vigila sui sistemi che raccolgono, elaborano e interpretano quantità immense di dati personali?
Chi garantisce che il cittadino continui ad essere una persona e non diventi un semplice profilo digitale?
L'intelligenza artificiale sta accelerando questo processo.
Per la prima volta nella storia, sistemi capaci di apprendere, correlare informazioni e formulare valutazioni stanno entrando progressivamente nei meccanismi che influenzano il credito, la fiscalità, la sicurezza, l'informazione, il lavoro e perfino la formazione del consenso.
Non siamo ancora di fronte a un governo delle macchine.
Ma sarebbe ingenuo ignorare il rischio che il potere si sposti progressivamente dalle istituzioni democratiche verso centri decisionali tecnocratici sempre più difficili da identificare e controllare.
Papa Leone XIV, nella Magnifica Humanitas, richiama con forza il primato della persona umana sulla tecnica.
È un richiamo che riguarda tutti.
Perché la grande questione del XXI secolo non sarà se le macchine diventeranno più intelligenti.
La vera questione sarà se l'uomo resterà abbastanza libero da governarle.
Ottant'anni fa gli italiani rifiutarono di essere sudditi.
La Festa della Repubblica ci ricorda che la libertà non è una conquista definitiva.
Ogni generazione è chiamata a difenderla dalle nuove forme di potere che la storia produce.
Anche quando queste forme si presentano con il volto rassicurante dell'innovazione.
Luigi Carfora
Presidente Confimi Industria Campania
Presidente Consorzio Suggestioni Campane Promotion


